martedì 26 agosto 2008

COSA VECCHIA IL CIEL L'AIUTA

L'ingloriosa battaglia sui rifiuti è sempre incentrata su come smaltire o riciclare le masse di plastica, metalli, vetro, roccia, umido e secco, ma raramente si legge qualcosa che parli di come ridurre la produzione della futura rumenta a monte. Intendo dire: è possibile ridurre a priori la spazzatura? Non più ottimizzare lo smaltimento, ma ridurre in maniera sensibile la produzione. Ci sono rifiuti che produciamo inutilmente? Possiamo evitarli mantenendo la stessa qualità del servizio?

Un po' di esempi di situazioni evitabili perché deviate e devianti da qualsiasi cittadino:

Alimentari  freschi take away in vaschetta o plastica, packaging delle merendine, conservati in latta, bevande in Pet o vetro, sacchetti in plastica per la frutta e verdura, detersivi confezionati, imballi pieni di carta o plastica (pensate per esempio alle sagome in plastica contenute nelle scatole di cartone di qualsiasi piccolo elettrodomestico) … Ecco, tutto questo può essere limitato? Alcune idee che mi vengono in mente sono per esempio il RESO: compro l'acqua in Pet a 1 € contro i 0,25 € attuali e mi vengono restituiti 0, 75 € solo se porto indietro il vuoto; vietare il take away così come è inteso ora, ma renderlo fattibile se il cliente porta un contenitore (riutilizzabile ovviamente) adatto al sottovuoto o all'ATM presso il negoziante; incentivare la vendita dello sfuso alimentare in contenitori non usa e getta (vetro o vaschette direttamente fornite dal cliente, magari acquistabili o noleggiabili direttamente dal negoziante) per evitare i conservati in latta, vendita allo stesso modo dei detersivi o delle bevande…

Immaginate di entrare in un supermercato: una corsia di contenitori in vetro acquistabili o noleggiabili, e diverse corsie di cisterne di Dixan, ACE, Bio Presto, Scianteclear, ma anche contenitori enormi di fagioli, pasta, tonno o di coca cola, vino o birra. Ognuno compra ciò che vuole, ma riempie solo i propri contenitori portandoseli da casa o noleggiandoli dal negoziante.

E' solo una questione di abitudini e di interessi in gioco. Non ditemi per favore che sarebbe uno sbattimento portarsi i contenitori da casa, perché: 1) la vostra pigrizia non può e non deve essere causa di inquinamento; 2) ci si può organizzare con un vuoto a rendere, o al massimo con spazi organizzati destinati a stoccare i contenitori di proprietà individuale in maniera che anche nel momento di emergenza uno abbia il proprio contenitore a portata di mano…

Per il cittadino sarebbe tutto di guadagnato. Pensate ai risparmi: se acquisto un bene non pago più la confezione (risparmio), quindi diminuisce il costo del trasporto (risparmio) del bene stesso e il costo di stoccaggio (risparmiassimo) (pensate a quante bottiglie stanno su uno scaffale e quanti litri invece in una cisterna), diminuisco la quantità di spazzatura che produco (risparmio) (tasse più basse, minori costi di raccolta, gestione e smaltimento) e soprattutto inquino meno.

Chi è che ci perderebbe e quindi, chi è interessato a mantenere la situazione come è adesso? Beh facile…chi produce plastica, pet o policarbonati! E Chi sono costoro? I petrolieri. Ma và?

2 commenti:

Marjiuano ha detto...

Ciao sono passato per lasciarti il link della petizione che ho aperto per fermare queste torture ..

http://marjiuano.blogspot.com/2008/09/petizione-contro-i-maltrattamenti-degli.html

http://firmiamo.it/difendiidirittideglianimali

Ti prego di inviare il link ai tuoi amici o contatti e.mail e di pregare di fare altrettanto ..
Del post ovviamente puoi farne quello che vuoi ..

ciao Mariano

Fabio ha detto...

Sono perfettamente d'accordo, mi sempre fa piacere scoprire che sempre più persone si pongono gli stessi problemi che mi pongo io. Soprattutto relativamente alle abitudini quotidiane che ci sembrano ottime e immutabili solo perchè non abbiamo la fantasia di immaginare sistemi migliori.
Ciao.
Fabio Petrillo